Opera documentario sulla danza demoniaca nell’arte scenica nordica
Bournonville, Ibsen e il tarantismo
Ingresso libero
Prima italiana
Musica e libretto di Mauro Patricelli
Idea e drammaturgia di Bent Holm
Jessica Lyall, video-danza
Signe Asmussen, canto
Anders Banke, sassofoni e flauto
Thommy Andersson, contrabbasso
Matias Seibæk, percussioni
Mauro Patricelli, pianoforte
Bent Holm, relatore
Il Romanticismo Nordico individuò la sua più ricca fonte d’ispirazione in Italia.
L’ideale di bellezza del periodo si espresse iconicamente nel balletto Napoli di Bournonville, del 1842, la cui protagonista femminile, Teresina, si ritrova in una zona di tensione fra forze spirituali e demoniache che si risolve nella festosa tarantella finale.
In Casa di bambola di Ibsen, del 1879, il ‘sogno romantico’ crolla e diventa incubo, culminando nella disperata tarantella di Nora.
Dietro queste scene si scorge il ‘tarantismo’, fenomeno tipico dell’Italia meridionale, in cui la possessione del corpo (femminile), causata dal morso immaginario della tarantola, viene esorcizzata attraverso musica e danza estatica.
Nell’opera-documentario Tarantula i personaggi di Nora e Teresina sono analizzati attraverso la lente del tarantismo e reinterpretati in chiave contemporanea in un racconto musicale e coreografico che parla metaforicamente dell’essere avvelenati e della ricerca di una via di guarigione.
Musica contemporanea, danza moderna e ricerca antropologica si intrecciano in Tarantula, uno spettacolo in cui il pubblico è guidato attraverso rituali e miti della cultura mediterranea messa a confronto con due personaggi iconici del teatro nordico, uno spettacolo in cui suono e danza sono lo spazio di risonanza di miti del passato e della lotta umana di oggi per trovare – e riscoprire – se stessi.
Il libretto dell’opera si basa su testi e lettere di Bournonville e Ibsen, nonché sugli scritti dell’antropologo Ernesto de Martino.