La Giornata di Ateneo sulla Valorizzazione della Conoscenza è un’importante occasione di condivisione e dialogo tra l’Università Roma Tre, le istituzioni, gli stakeholder e la cittadinanza.
La prima parte dell’iniziativa, ospitata presso il Rettorato dell’Università Roma Tre, prevede la partecipazione di rappresentanti pubblici e lo svolgimento di tavole rotonde dedicate ai temi del Public Engagement e del Trasferimento tecnologico. La seconda parte, ospitata presso il Teatro Palladium, è dedicata alla presentazione delle attività di Valorizzazione delle Conoscenze promosse dai Dipartimenti di Roma Tre, con l’obiettivo di renderle accessibili e condivise con un pubblico più ampio. La giornata si chiuderà con lo spettacolo teatrale di Ascanio Celestini, Storie e controstorie. Zero in condotta.
Ore 21:00
racconti di Ascanio Celestini e Massimiliano Fiorucci
musiche di Gianluca Casadei e RusticaXBand di Pasquale Innarella
immagini dipinte di Franco Biagioni
Ascanio Celestini riporta in scena “Zero in condotta”, lo spettacolo ideato per la rassegna “Storie e controstorie” rappresentato per la prima volta all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone lo scorso anno.
Celestini ci conduce nel mondo della scuola, in uno spettacolo di racconti che nascono da riflessioni e suggestioni sui temi di istruzione ed educazione. A condurre la narrazione insieme ad Ascanio Celestini, Massimiliano Fiorucci, Rettore dell’Università degli Studi di Roma Tre.
Con le musiche eseguite dal vivo da Gianluca Casadei (fisarmonica), e con la partecipazione della RusticaXBand, diretta da Pasquale Innarella, progetto musicale di grande valore educativo e sociale, nato con le ragazze e i ragazzi del quartiere La Rustica di Roma.
Quando Rodari parla della scuola si ricorda anche quella che frequentano i grandi. Quelli che vanno in “una scuola senza banchi, senza grembiuli né fiocchi bianchi”. Perché la scuola riguarda tutti, anche quelli che la vedono solo quando ci accompagnano i figli o i nipoti. Anche quelli che non sanno leggere. Magari perché la lingua che conoscono è straniera nel paese che li ha accolti. È “una scuola senza banchi, senza grembiuli né fiocchi bianchi”.
Una scuola che sta nella scuola, ma anche fuori.
Ascanio Celestini
Ascanio Celestini è nato a Roma nel 1972. I suoi testi sono legati a un lavoro di ricerca sul campo e indagano nella memoria di eventi e questioni relative alla storia recente e all’immaginario collettivo. Tra i suoi ultimi spettacoli teatrali, Laika (2015), Pueblo (2017) e Rumba (2023) fanno parte della trilogia che è all’origine di Poveri cristi. Di questi testi, Celestini ha curato la regia in Belgio e in Francia con l’attore David Murgia, e in Svezia con l’attore Özz Nûjen. Per il cinema ha realizzato due film: La pecora nera (2010), in concorso alla 67ª Mostra del cinema di Venezia, e Viva la sposa (2015) in concorso alle Giornate degli autori a Venezia. Il suo disco Parole sante ha vinto il Premio Ciampi come Miglior debutto discografico dell’anno e il Premio Arci «Dalla parte buona della musica». Per Einaudi ha pubblicato Storie di uno scemo di guerra (2005), La pecora nera (2006), Lotta di classe (2009), Io cammino in fila indiana (2011), Pro patria (2012), Barzellette (2019), Radio clandestina (2020), I parassiti (2021) e Poveri cristi (2025). Il suo ultimo libro è Pasolini. Una vita, anzi due (Laterza, 2026).