TEATRO PALLADIUM – Materia prima

In un periodo d’incertezza sulle forniture energetiche, il teatro, l’arte e la cultura sono probabilmente l’unica materia prima cui non possiamo davvero rinunciare: “materia prima” non solo per lo spirito, ma anche per la formazione e per la crescita individuale e collettiva. In questa prospettiva, coinvolgere gli spettatori – e in particolare le nuove generazioni – resta l’obiettivo principale della nuova stagione 2022/2023 del Teatro Palladium, lo storico teatro dell’Università Roma Tre situato nel cuore di Garbatella. In costante attività ed aperto alla sperimentazione, il Palladium esalta il valore della collaborazione e del network con enti, associazioni, festival, scuole e atenei, per offrire al pubblico proposte innovative, in movimento, ricercando stimoli e contenuti provenienti da tutto il territorio nazionale, e al tempo stesso saldando la connessione con l’VIII Municipio.

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Oggi

Andreeva – Gabidzashvili: The Mozart Gala

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Un ricco Gala dedicato al grande Salisburghese con due prestigiosi ospiti internazionali, per la prima volta sul palco di Roma Tre Orchestra.

Satiri | Compagnia Virgilio Sieni

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Satiri è la nuova produzione della Compagnia Virgilio Sieni che vede in scena i due danzatori Jari Boldrini e Maurizio Giunti accompagnati dalla musica di Johann Sebastian Bach eseguita dal vivo al violoncello da Naomi Berrill. Il Satiro, come ci dice Nietzsche ne La nascita della Tragedia (1872) e per richiamo sapienzale Giorgio Colli ne La nascita della filosofia (1975), potrebbe essere colui che getta lo sguardo nell’abisso dicendo sì alla vita. I due danzatori sono contagiati dall’interno, investiti dalla contemplazione rivolta al gesto simile, adiacente, simmetrico che si apre a una disposizione musicale. Le danze segnano lo spazio della materia inebriante che parla con il corpo. Danze sulla soglia segnano lo spazio, forme di intesa e empatia che esplodono tra dionisiaco e apollineo. Il gesto sottrae al quotidiano quelle posture che poi tornano sotto forma di un’altra lingua, di corpo che trascolora e, come una nebulosa auratica, si confonde tra lontananza e vicinanza e opera secondo un’attenzione rivolta alla tattilità spaziale che ci comprende.

Disallineato

Magma06 presenta in prima nazionale l'autore franco-algerino Hakim Djaziri portando in scena "Disallineato" sotto la regia di Valentina Favella che si è curata anche della traduzione dell'opera stessa. Lo spettacolo è basato sulle performance di un unico attore, Nour Zrafi sostenuto da Christian Lansante e Mariagrazia Pompei, in qualità di Voice over e da Alessio Soro Delgado come sound designer, compositore Giorgio Bertinelli, aiuto regia Natalia Mititelu con la collaborazione dell'Università di Padova, l'azienda Spin Off  e Audio innova. 

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Amleto Take Away

Uno spettacolo di e con Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari.
Musiche di Davide Berardi e Bruno Galeone, luci di Luca Diani, produzione Compagnia Berardi Casolari / Teatro dell’Elfo con il sostegno di Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Festival di Armunia Castiglioncello, Comune di Rimini-Teatro Novelli

euro12
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Amleto Take Away

Uno spettacolo di e con Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari.
Musiche di Davide Berardi e Bruno Galeone, luci di Luca Diani, produzione Compagnia Berardi Casolari / Teatro dell’Elfo con il sostegno di Fondazione Luzzati Teatro della Tosse, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Festival di Armunia Castiglioncello, Comune di Rimini-Teatro Novelli

euro12

Un Poyo Rojo | Poyo Rojo

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Uno spettacolo esplosivo, che unisce comicità e commozione, combinando teatro, danza e acrobatica e che ha superato le 1400 repliche in diversi continenti. Nello spogliatoio di una palestra due uomini si affrontano, quasi due galli da combattimento, si scrutano, si squadrano, si provocano, si seducono. È una provocazione, un invito a ridere di noi stessi esplorando tutto il ventaglio delle possibilità fisiche e spirituali dell’essere umano. Un Poyo Rojo è uno “spettacolo fenomeno”: creato nella periferia di Buenos Aires nel 2008, da allora va in scena senza interruzione in gran parte del mondo. Presentato in oltre 30 paesi, con una media 120 rappresentazioni all’anno, gode di un entusiasmo internazionale che non cala con il passare degli anni. È nato in un momento nel quale era in esame un progetto di legge per la legalizzazione del matrimonio omosessuale in Argentina. All’epoca la società era fortemente divisa, animata da dibattiti appassionati, in forte contraddittorio anche violento. Da subito lo spettacolo viene recepito come una opposizione a ogni forma di costrizione da parte di una società benpensante. La libertà estetica e narrativa del lavoro è ragione dell’entusiasmo internazionale che esso suscita e continua a suscitare.

Dystopia | Poyo Rojo

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Uno spettacolo che è stato immaginato lungo le strade, negli aeroporti, nelle stazioni, nelle camere d’albergo. Due giornalisti di un programma di informazione televisivo, brillanti e amichevoli, parlano di un mondo fantastico, privo di conflitti e opposizioni, un mondo asettico, nel quale ogni tentativo di pensare viene neutralizzato da un generale consenso ovattato. Una realtà “perfetta”, ma incompleta, tanto da divenire spaventosa. L'atmosfera ricorda il mondo dolciastro e ansiogeno del film Truman Show di Peter Weir. In Dystopia tutti disprezzano la proprietà privata, ma lavorano segretamente per conservarla. Tutti odiano i soldi, ma una volta ottenuti, nessuno li regala. Tutti detestano la religione, ma abbracciano i propri dogmi inventati giorno dopo giorno. Tutti ignorano la politica, ma non fanno altro che votare per gli stessi leader che si alternano al potere. Un luogo in cui l’intolleranza non è ammessa, tranne l’intolleranza agli intolleranti. E dal centro di questo luogo terrificante, un’invisibile torre d’avorio “protegge” tutta la sua popolazione. Hermes Gaido, Alfonso Baron, Luciano Rosso/ Poyo Rojo (Argentina- Francia) (Prima regionale)

Una stella danzante

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

M. Ravel: Ma Mère l'Oye (versione per orchestra da camera di Iain Farrington) con la coreografia di Leonardo Maietto.
- Danzatori VIVO Center Roma
- Roma Tre Orchestra
- Sieva Borzak, direttore

7-14-21-28 Rezza-Mastrella

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Di Flavia Mastrella, Antonio Rezza
con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista
Civiltà numeriche a confronto. La sconfitta definitiva del significato.
Malesseri in doppia cifra che si moltiplicano fino a trasalire: siamo a pochi salti di distanza dalla sottrazione che ci fa sparire.
Oscillazioni e tentennamenti in ideogramma mobile.
Improvvisamente cessa il legame con il passato: corde, reti e lacci tengono in piedi la situazione. Si gioca alla vita in un ideogramma. Il tratto, tradotto in tre dimensioni, sviluppa volumi triangolari diretti verso l’alto che coesistono con linee orizzontali: ma in verticale si muove solo l’uomo.
Qui non si racconta la storiella della buona notte, qui si porge l’altro fianco. Che non è la guancia di chi ha la faccia come il culo sotto. Il fianco non significa se non è trafitto. Con la gola secca e il corpo in avaria si emette un altro suono. Fine delle parole. Inizio della danza macabra.

L’architetto e l’orologiaio | Herencias – scritture di memoria e identità

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Da anni, un vecchio orologiaio si occupa della manutenzione della torre dell’orologio dell’edificio più emblematico di Madrid, la antica Real Casa de Correos di Puerta del Sol, oggi sede del municipio e, durante la dittatura franchista, della Dirección General de Seguridad, l’organismo incaricato di mantenere l’ordine pubblico, di fatto uno strumento di terrore e repressione. L’arrivo di un architetto rampante, cui il Governo ha affidato il compito di rimodernare il monumento, dà il via ad un confronto tra i due personaggi che prende sempre più la forma di un aperto conflitto. È possibile guardare al futuro cancellando le tracce di un passato ingombrante? Si può costruire una società democratica privando la collettività della sua memoria?

Il Cappotto

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Una produzione di Cantiere Obraz | Teatro dell'Elce | Teatro Solare in collaborazione con Postop Teatro.
Il cappotto da N. V. Gogol drammaturgia e regia Alessio Bergamo con Angelica Azzellini, Alessandra Comanducci, Domenico Cucinotta, Massimiliano Cutrera, Erik Haglund e Stefano Parigi. Scenografie e costumi Thomas Harris, aiuto regia Michela Cioni, assistente alla scenografia Antonella Longhitano, organizzazione Paolo Ciotti e Erik Haglund.

Il Cappotto

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Una produzione di Cantiere Obraz | Teatro dell'Elce | Teatro Solare in collaborazione con Postop Teatro.
Il cappotto da N. V. Gogol drammaturgia e regia Alessio Bergamo con Angelica Azzellini, Alessandra Comanducci, Domenico Cucinotta, Massimiliano Cutrera, Erik Haglund e Stefano Parigi. Scenografie e costumi Thomas Harris, aiuto regia Michela Cioni, assistente alla scenografia Antonella Longhitano, organizzazione Paolo Ciotti e Erik Haglund.

Los perros – Led Silhouette | If you were a man – Spellbound Contemporary Ballet

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

I nativi digitali stanno assistendo a uno scenario instabile e convulso che pone loro (e noi) di fronte a un processo di disumanizzazione e isolamento, che trova la soluzione più vincente in schermature individuali e creazioni di identità differenziate. La contemporaneità devasta i corpi fragili, che dibattono tra la possibilità della ribellione o la docilità. In questa contraddizione, che è una lotta costante e incerta, sorge il bisogno della comprensione, dell'empatia, della compassione e dell'amore come risorsa urgente. Los Perros propone di raggiungere uno stato di resistenza; come cani che vagano, cani che si ritrovano, che si riconoscono vulnerabili, che condividono gioia, ma anche dolore, che cadono e si rialzano, che danzano, che si ribellano attraverso l'amore, la generosità e l'impegno, per trovare in quel cammino comune il senso della propria vita, per superare insieme violenza e degrado. Il dispiegamento di una danza appassionata che trova il suo significato più puro nella ripetizione e nella catarsi: danza fino allo sfinimento, abbaia fino allo sconforto, vivi fino allo sfinimento. La storia dell'uomo che si contempla nell'altro per ritrovarsi. Due uomini abbracciati. Due uomini che danzano finché tutto finisce e tutto ricomincia.
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If you were a man è uno studio per quattro uomini su una profonda riprogrammazione dell’ascolto. Se i suoni prodotti dai movimenti, dai respiri, potessero sempre essere decodificati in tempo utile alcune cose potrebbero essere evitate, potrebbero non accadere e si potrebbe imparare ad ascoltare efficacemente un corpo che non parla. La meraviglia di un dialogo silenzioso porta con sé risultati inaspettati, anche i piccoli rumori e le strategie del corpo possono dichiarare in anticipo un imminente conflitto. Il rifiuto, il sospetto, la diffidenza, l’amore o la paura, non sempre sono comunicati in tempo utile per poter intervenire, per poter accogliere un’informazione preziosa sugli altri.

Un viaggio a Vienna con Jan Latham-Koenig

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

La Vienna a cavallo tra Settecento e Ottocento è stata la culla di quella che oggi comunemente chiamiamo musica “classica”. I suoi esponenti principali furono Haydn, Mozart e il primo Beethoven, ai quali appunto dobbiamo il concetto di classicità in musica, tanto fu importante il contributo che essi diedero allo sviluppo di tutta la storia della musica.
Anche Franz Schubert all’inizio scrisse sinfonie ispirate chiaramente a questo modello, ma successivamente nelle ultime due (“Incompiuta” e “Grande”) siamo ormai in pieno territorio
romantico. Il concerto segna anche il debutto con Roma Tre Orchestra del grande direttore d’orchestra inglese Jan Latham- Koenig, già apparso sul podio delle principali orchestre al mondo, come Los Angeles Philharmonic, Royal Opera House Covent Garden, Teatro dell’Opera di Roma e tantissime altre.

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I Macbeth

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Traduzione e riduzione dal Machbeth di William Shakespeare di Francesco Niccolini
Drammaturgia Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Giovanni Moschella, Raffaella D'Avella e Francesco Niccolini con Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Giovanni Moschella e Raffaella D'avella. Scene e costumi di Mela Dell'Erba. Luci Max Mugnai. Regia di Vetrano e Randisi.
Produzione Arca Azzurra e Centro teatrale Bresciano.

€18
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I Macbeth

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Traduzione e riduzione dal Machbeth di William Shakespeare di Francesco Niccolini
Drammaturgia Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Giovanni Moschella, Raffaella D'Avella e Francesco Niccolini con Enzo Vetrano, Stefano Randisi, Giovanni Moschella e Raffaella D'avella. Scene e costumi di Mela Dell'Erba. Luci Max Mugnai. Regia di Vetrano e Randisi.
Produzione Arca Azzurra e Centro teatrale Bresciano.

€18

Perros en danza | Herencias – scritture di memoria e identità

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Perros en danza è il risultato di una felice ibridazione di fonti testimoniali e rielaborazione poetica del passato, fatta di storia e intrastorie, vecchie canzoni e musica contemporanea, dove il rigore documentale si diluisce nel flusso del tempo soggettivo della memoria. I ricordi e i racconti di alcune persone intervistate dall’autrice in una residenza per anziani di Burgos, assieme a quelli della poetessa Angelina Gatell, prendono vita attraverso i molti personaggi della pièce, diversi per classe sociale e ideologia, trasportando lo spettatore, mediante una composizione frammentata in brevi quadri, dentro scene di vita del periodo che va dalla Seconda Repubblica alla Guerra Civile.

Amalia Hall suona Elgar: il concerto per violino

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Concerto per violino: "Froissart" Overture op. 19, Concerto per violino in si minore op. 61.
Amalia Hall, violino - Roma Tre Orchestra - Sieva Borzak, direttore.

In Girum imus nocte et consumimur igni | Aldes

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Uno scabro bianco e nero e una musica ipnotica sono l'ambiente nel quale si inanellano le micro narrazioni di questo peripatetico spettacolo notturno a cavallo fra cinema, danza e teatro. Illuminato dalla fredda luce di un video proiettore che scandisce spazi, tempi e geometrie, il nero profondo dei costumi rende diafani i personaggi e li proietta in un passato senza tempo abitato da un'umanità allo sbando che avanza e si dibatte con una gestualità brusca, emotiva e scomposta, oltre lo sfinimento; mentre il ritmo martellante trasporta poco a poco in una dimensione ipnotica e ad un'empatia quasi fisica con la fatica degli interpreti. ”In girum imus nocte et consumimur igni”, “Andiamo in giro la notte e siamo consumati dal fuoco”, enigmatico palindromo latino dalle origini incerte che già fu scelto come titolo da Guy Debord per un famoso film del 1978, va così oltre la sua possibile interpretazione di metafora del vivere come infinito consumarsi nei desideri, per diventare un'esperienza catartica della sua, anche comica, grottesca fatica.

Favole di Libertà – Ceccarelli

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Un racconto di parole e musica sulle fiabe di Antonio Gramsci con la musica di Massimo Ceccarelli - Roma Tre Orchestra Ensemble.

Il Brasile a Garbatella: Juliano Abramovay incontra BRIZA

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Il Brasile a Garbatella: Juliano Abramovay incontra BRIZA a cura di Gian Luigi De Rosa e Maddalena Pennacchia.
Un progetto pilota che mira a far dialogare musicisti brasiliani e romani nel cuore di Garbatella.

Magic Circles

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Storia di Martin W. che sapeva contare le stelle.
Atto unico in sei quadri. Prima esecuzione assoluta - Commissione Fondazione Flavio Vespasiano -
Libretto di Guido Barbieri, Musica di Fabrizio De Rossi Re con Vinicio Marchioni, Andrea Hegedus, Reate Festival Modern Ensemble, Evo Ensemble, Gabriele Bonolis, direttore, Cesare Scarton, regia, Flaviano Pizzardi, motion graphics, Andrea Tocchio, impianto scenico e luci, Giuseppe Bellini, costumi, Silvia Alù, assistente alla regia.

186 gradini | Herencias – scritture di memoria e identità

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Molti dei repubblicani spagnoli partiti per l’esilio nel 1939, in fuga dalla repressione franchista, furono internati nei campi di concentramento francesi e, spesso, si arruolarono come volontari nell'esercito francese. Quando la Germania invase la Francia, molti di loro furono fatti prigionieri dai tedeschi e inviati in vari campi. Serrano Suñer, ministro degli Esteri spagnolo, li dichiarò apolidi, privi cioè di qualsiasi privilegio o protezione. Il campo che ha ospitato il maggior numero di spagnoli è stato quello di Mauthausen, dove sono sopravvissuti circa 2000 degli oltre 7000 deportati di cui si ha notizia. Gran parte di questa storia è ispirata a eventi e persone reali.

Graveyards and Gardens | Caroline Shaw & Vanessa Goodman

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Graveyards and Gardens è una performance installativa collaborativa che è stata ideata, creata ed eseguita dalla compositrice Caroline Shaw e dalla coreografa Vanessa Goodman con il lighting design di James Proudfoot e il sound design di Eric Chad e Kate De Lorme. Il lavoro esamina la memoria come processo di ricostruzione piuttosto che richiamo di eventi, abbracciando le varie elaborazioni, distorsioni e omissioni. Una danza. Un concerto. Una curiosa esperienza di performance guidata dall'analogico. Un album visivo e sonoro di ricordi ricostruiti e distorsioni. Un ambiente immersivo teso tra natura e tecnologia e riscaldato dal fascino delle innovazioni antiquate e dell'esperienza incarnata. È un album vivente che continua a piegarsi e dispiegarsi su se stesso per scavare in profondità nella bellezza di come il corpo ricorda.

La grande musica tardo – romantica: Wagner e Dvorak

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

R. Wagner: da “Tristano e Isotta”, Preludio e Morte di Isotta (versione per orchestra da camera di I. Farrington), A. Dvorak: Concerto per violoncello n. 2 in si minore op. 104 (versione per orchestra da camera di G. Morton).
In collaborazione con Ambasciata del Granducato di Lussemburgo, Benjamin Kruithof, violoncello, Roma Tre Orchestra, George Morton, direttore.

Il sale del ricordo | Herencias – scritture di memoria e identità e Teatro Nucleo

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

2014 Città di Rosario, Argentina. Il Maggiore dell’Esercito Scunio, responsabile di sequestro, tortura e scomparsa di persone durante l’ultima dittatura civico-militare, già morto suicida, viene citato in un processo per crimini contro l’umanità. A partire da questa verità, la figlia Malena inizia ad annotare frammenti di una vita famigliare fondata su menzogne e silenzi, lacune e assenze, tessendo in un’unica trama la sfera pubblica e quella privata di una tragedia che ha segnato la storia recente di un intero paese. Attraverso le memorie della sua infanzia, documenti ufficiali, fotografie e lettere, l’autrice svela il racconto intimo di una storia collettiva dall’interno della famiglia di un repressore.

Die Walküre

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, Roma, Lazio

Die Walküre
R. Wagner: La Valkiria, primo atto
esecuzione in forma di concerto
Charles- Isaac Denis, Siegmund
Martina Parravano, Sieglinde
Yongheng Dong, Hundig
Roma Tre Orchestra
Sieva Borzak, direttore