Giovedì 20 febbraio 2020, ore 20,30

Spettri, un dramma familiare

Di Henrik Ibsen

drammaturgia e regia di Walter Pagliaro 

scene e costumi di Luigi Perego 

con Micaela Esdra, Igor Mattei, Fabrizio Amicucci, Dalila Reas, Giorgio Crisafi

traduzione di Franco Perrelli

“Spettri, un dramma familiare”, debutterà in prima nazionale, al Teatro Palladium di Roma il 20 febbraio 2020. LAssociazione culturale Gianni Santuccio proporrà, in maniera del tutto autonoma, una versione originale del grande testo ibseniano, proseguendo un progetto sulla drammaturgia nordica, già avviato con ” Il pellicano“ di Strindberg che di Spettri sembra essere sia il completamento tematico, sia stranamente, l’acida, suggestiva premessa. Come suggerisce acutamente Franco Perrelli, “Ibsen sta a Strindberg come il dr. Jekyll a mr. Hyde , sicché, messe nel conto le ovvie differenze, noi possiamo davvero capire Strindberg solo attraverso lbsen, così come possiamo comprendere profondamente Ibsen proprio attraverso Strindberg”. A questa suggestione si ispirerà il nostro spettacolo, insolitamente pensato in una sorta di “Intima Teatern”. In effetti, Spettri e Pellicano, sono entrambi ambientati in una casa “perturbata”, dove sono morti in modo sospetto, due Padri deboli o debosciati, spinti alla distruzione da due donne enigmatiche e virili che detengono saldamente nelle mani il potere, sulla casa e sui reciproci figli che si danno fuoco, dilaniati dalle colpe dei genitori e dalla loro stessa ignavia. 

Scritto nell’estate del 1881, fra Roma e Sorrento, Spettri è una delle opere più famose del repertorio teatrale europeo, e sicuramente, è il dramma manifesto dello scrittore norvegese. In esso, infatti, sono presenti con evidenza tutti i temi fondamentali dell’intero corpus ibseniano: Il ritorno del passato che si riflette in maniera devastante sul presente; Il tema dell’incesto; La megalomania del protagonista ibseniano; La borghesia intesa come fucina di pregiudizi e fobie che paralizzano l’essere umano; La famiglia, raccontata come perverso laboratorio di infelicità. 

Noi vi proponiamo una lettura contemporanea, secca e nervosa, di questo “dramma da camera”, che è una dura requisitoria contro tutti gli spettri che ciascuno si crea nel corso della vita. 

Walter Pagliaro 

20 febbraio
20:30

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