Venerdì 7 febbraio 2020, ore 20,30

Riccardo 3 – L’avversario

Di Francesco Niccolini

Regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi

Con Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Giovanni Moschella

La riscrittura di Niccolini del celebre testo, ultima di quattro opere teatrali scritte dal Bardo sulla storia inglese, è cruda, diretta e essenziale. L’ambientazione rispecchia la natura della parola ed è volutamente scarna e asettica, ricorda un ospedale psichiatrico, un manicomio criminale. Qui Riccardo III trascorre gli ultimi giorni della sua vita: desidera morire, immagina la sua fine, la progetta e la ottiene. In scena un letto, uno specchio, una sedia a rotelle come trono e una teca piena di teschi come a indicare che tutto è già avvenuto: così quando Riccardo mette la corona sulla testa incomincia la sua caduta, non gli interessa più niente.
Riccardo è solo, è straziato nel corpo, ed ha l’animo tormentato da una spietata volontà di potenza: agisce, complotta, tradisce, sparge calunnie velenose, mette diabolicamente gli uni contro gli altri e uccide. Conquista il trono, ma non ha amici, né alleati, neppure in se stesso. Sembra essere il male allo stato puro: non c’è, in lui, coscienza, non esistono ambiguità, ambivalenze, conflitti.

Il linguaggio non è sempre un indispensabile strumento di potere, ma per Riccardo è un’arma cruciale: la sua straordinaria abilità con le parole lo rende capace di manipolare, confondere e controllare chiunque, al punto che le sue vittime sono partecipi della loro stessa distruzione. La sua figura ha un fascino terribile e irresistibile: rappresenta una sorta di paradigma arcaico, primordiale, che forse ognuno di noi reca in sé. Riccardo è un pozzo scuro, un abisso nero dentro cui è necessario guardare, rischiando quel che c’è da rischiare.

7 febbraio
20:30

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