Clicca per visualizzare la mappa
Quando:
5 novembre 2016@21:00
2016-11-05T21:00:00+01:00
2016-11-05T21:30:00+01:00
Dove:
Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano
8, 00154 Roma
Italia
Costo:
€15 Intero | €10 Ridotto | €5 studenti
Contatto:
Teatro Palladium
327 2463456

VECCHI TEMPI

di Harold Pinter

Regia di Pippo Di Marca

Con Fabrizio Croci, Francesca Fava, Anna Paola Vellaccio

Scene e costumi Laboratorio Florian Metateatro

Assistente alla regia Diletta Buschi

Direttrice di scena Marilisa D’Amico

Produzione Giulia Basel, Massimo Vellaccio

Florian Metateatro-Centro di produzione teatrale

In Vecchi Tempi ci sono tre personaggi: una coppia londinese sui quarant’anni, Deeley e Kate; e una vecchia amica di quest’ultima, Anna, anche lei sui quaranta, rimasta lontana per oltre vent’anni dall’amica di gioventù e dall’Inghilterra, e che ora viene a far visita a Kate e al di lei marito. All’apparenza una commedia: un vacuo e “nostalgico” incontro durante il quale “ricordare” i Vecchi Tempi. Ma Pinter è un autore non facile, ambiguo, anche “astuto”: utilizza il linguaggio corrente caricandolo di ambiguità, di pause, di silenzi, con cui spesso crea effetti di surrealtà. Viene dopo Beckett e il teatro dell’assurdo e ne subisce in parte l’influenza. Si muove, dunque, solo in apparenza, su un terreno naturalistico, realistico (anche se, beninteso, c’è pure questo). Qui, in Vecchi Tempi, mi pare che questo climax sia presente forse più che in altri testi. È pieno di pause, di lunghi silenzi, di lapsus, in un’altalena di scene “al presente” montate a ridosso di scene “al passato”, come fossero flash-back da sceneggiatura cinematografica. Nessuno dei personaggi ha una “memoria” oggettiva del proprio passato; ciò che ciascuno di essi ricorda è molto soggettivo e diverso dal ricordo degli altri. Niente, o quasi, coincide. Sono loro ad esser gravemente smemorati, malati o disturbati nel ricordo? Oppure è il tempo che è in sé bugiardo, inaffidabile? Oppure la nevrosi dell’uomo contemporaneo rappresentata incapace di esprimere una qualsivoglia certezza, irretita com’è in una dimensione sentimentale falsa, una sorta di ipocrisia atavica? Oppure, ancora – e questo sembra l’interrogativo più intrinseco al testo – è proprio il linguaggio che è inadeguato a raccontarci la realtà, il tempo, le ragioni profonde di qualunque storia, persino della Storia?

(Dalle note di regia di Pippo Di Marca)

Pippo Di Marca, regista, attore, performer, drammaturgo, siciliano di nascita, vive e lavora a Roma fin dagli anni ’60. Dopo varie esperienze in sintonia con le più avanzate neoavanguardie italiane, nel 1969 esordisce come attore; nel 1971 debutta come regista. Sviluppa negli anni un “teatro aperto, visionario e totale” capace di manifestarsi in una gamma ‘in-definita’ e ‘in-esauribile’ di ‘contaminazioni’, esiti, esperimenti. Ha attraversato artisti, scrittori, poeti, pittori tra i più importanti e radicali innovatori, tra i quali Wilde, Mallarmé, Tzara, Picabia, Apollinaire, Joyce, Genet, Artaud, Beckett, Valery, ma soprattutto Lautréamont e Duchamp. E’ titolare di un ricchissimo curriculum artistico, rispecchiato dalla voce dedicatagli dal Dizionario dello Spettacolo del Novecento (Baldini e Castaldi)

Fabrizio Croci: svolge intensa attività di attore in diversi contesti teatrali nazionali (tra cui Teatro Due di Parma, Accademia degli Artefatti, Teatri di Vita, Arena del Sole, Teatro di Roma, Florian Metateatro di Pescara, ecc.). Annovera un percorso decennale nella drammaturgia contemporanea inglese con la compagnia romana “Accademia degli Artefatti” con cui vince un premio Ubu. Ha collaborato in numerose fiction televisive di successo. Specializzato nel doppiaggio, tiene corsi di recitazione teatrale e cinematografica.

Francesca Fava: diplomata presso la Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi, nei cui spettacoli ha poi recitato più volte negli anni successivi, è docente e attrice di cinema e teatro. Nel 2009 ha portato in scena Il desiderio di conoscere dedicato alla figura della scienziata statunitense Barbara McClintock, Premio Nobel per la medicina. E’ stata conduttrice di vari programmi televisivi curati da Rai Educational e Rai Cultura.

Anna Paola Vellaccio: si è laureata con lode al DAMS di Bologna. Protagonista in molti spettacoli teatrali, impegnata costantemente nel Florian Metateatro di Pescara,  è presente con continuità in cartelloni e rassegne nazionali tra cui il Teatro India (Roma), Festival di Montalcino, Festival del Racconto di Cremona, Short Theatre, Festival di Santarcangelo, Biennale Teatro di Venezia, Teatro Carcano (Milano). Le tournée delle precedenti stagioni l’hanno portata nei maggiori teatri italiani (Firenze, Napoli, Bologna, Roma, Trieste, ecc.).

Biglietto acquistabile anche su liveticket