Quando:
3 febbraio 2018@21:00
2018-02-03T21:00:00+01:00
2018-02-03T21:30:00+01:00
Dove:
Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano
8, 00154 Roma RM
Italia
Costo:
intero € 15 / ridotto € 10 / studenti € 5

Quanti sono gli strumenti sul palco?

 

 

Francis Poulenc (1899–1963)                          Sonata (1962) per clarinetto e pianoforte                                   13’

 

Storia di Babar, il piccolo elefante (1940)

per voce recitante e pianoforte                                                    22’

 

___

 

John Cage (1912–1992)                                     The wonderful widow of eighteen springs (1942)

per voce e pianoforte chiuso                                                         3’

 

Karol Szymanowski (1882–1937)                    dalle Masques op. 34 (1915–1916) per pianoforte:

– II, Tantris il buffone (versione con mimo)                 7’

 

Roberto Andreoni (1961)                                 Olympia (2015) clownerie per clarinetto e pianoforte              18’

 

 

Selene Framarin: clarinetto, voce recitante e mimo

Alfonso Alberti: pianoforte (e talvolta mimo)

 

 

Lo strumento del fabbro è il martello. Lo strumento del chirurgo è il bisturi. Quello del pittore, il pennello.

Lo strumento del musicista… è lo strumento musicale, appunto.

Un clarinetto e un pianoforte sul palco; due musicisti. Quanti sono gli strumenti sul palco?

“Due!”, direte voi. Sicuri?

Immaginiamo di fare un gioco, una specie di taboo degli strumenti, e di proibire a un musicista di… suonare il proprio strumento.

Ha forse altri strumenti, se non vuole interrompere il concerto?

“La voce!”, direte voi. Ben detto, e così il suo strumento diventa… la parola.

E se, continuando il gioco, gli vietassimo anche lo strumento-parola?

“Userebbe lo strumento-corpo!” Perbacco, ottima risposta.

A questo punto gli strumenti sono esauriti, direi.

Perché non chiediamo allora ai nostri eroi di rovesciare il gioco e usarli tutti insieme, strumento musicale, strumento-parola e strumento-corpo?

Ma soprattutto, ammesso che si inventino qualcosa… sarà bello, tutto questo?

 

Da alcuni anni Selene Framarin indirizza la sua attività di clarinettista allo studio dell’aspetto corporeo del fare musica: gesto, fisicità, potenzialità performative del repertorio, fino al vero e proprio teatro musicale. Un esempio di questa linea di ricerca sono le sue realizzazioni di Harlekin di Karlheinz Stockhausen, composizione per clarinettista-mimo-danzatore.

Sua è anche la convinzione che si possa incidere sul rapporto fra musicista e pubblico, rendendo quest’ultimo più partecipe e consapevole, e sperimentando alternative alla ritualità del recital tradizionale.

Ha tenuto recital in Europa e in Giappone; fra le società e i luoghi che l’hanno ospitata vi sono Salle Pleyel (Parigi), Sala Yamaha (Yokohama), France Télévisions (Strasburgo), Tiroler Festspiele Erl (Austria), Milano Musica, MITO. Nel 2012, quale membro della Lucerne Festival Academy, ha suonato sotto la direzione di Pierre Boulez.

Selene Framarin è stata docente del Conservatorio Nazionale Edward Said in Palestina e artista volontaria nelle missioni di Clowns Without Borders International, e crede nel significato civile del fare musica, testimonianza tangibile del pensiero intorno alla realtà.

 

Alfonso Alberti suona (il pianoforte) e scrive (libri sulla musica).

Sua grande passione è la musica d’oggi, nella convinzione che essa sia un’opportunità formidabile per capire il tempo che ci troviamo a vivere, e noi stessi che viviamo in questo tempo.

Ha suonato in luoghi come il Konzerthaus di Vienna, il LACMA di Los Angeles, la Cappella Paolina del Quirinale e il Teatro Bibiena di Mantova. Ha pubblicato più di venti dischi solistici e cameristici. Il cd Stradivarius col Concerto per pianoforte e orchestra di Petrassi ha vinto il Premio della critica come miglior disco 2012 in Italia. Recente è l’uscita di Giorgio Gaslini. Murales Promenade per pianoforte e orchestra, sempre per Stradivarius. Fra i suoi libri: La rosa è senza perché. Niccolò Castiglioni, 1966-1996 (LIM, 2012), Vladimir Horowitz (L’Epos, 2008), Le sonate di Claude Debussy (LIM, 2008) e Niccolò Castiglioni, 1950-1966 (LIM, 2007).

Dal 2017 è uno dei conduttori delle Lezioni di musica di Radio3.

 

Da alcuni anni Alfonso Alberti e Selene Framarin vanno in cerca di un diverso approccio al concerto pubblico e alla creatività contemporanea.

La forte curiosità di entrambi per espressioni musicali non convenzionali va a comporre l’identità del duo, che sfida i compositori d’oggi a cimentarsi in esperienze diverse dal consueto. La familiarità (poetica e artigianale) che Selene Framarin ha col mondo della maschera ha dato luogo di recente a un progetto proprio con questo indirizzo: un esperimento fra suono, mimo e parola, a esplorare le relazioni fra letteratura musicale e varie forme di teatro.

Hanno suonato insieme per istituzioni come i Tiroler Festspiele Erl, l’Accademia Filarmonica Romana, Traiettorie. Fra i compositori che hanno scritto per loro vi sono Roberto Andreoni, Marco Betta, Daniele Bravi, Carlo Galante, Federico Gardella, Gabriele Manca, Marco Molteni, Riccardo Panfili, Maurizio Pisati, Nicola Sani, Yoichi Sugiyama.

 

Prevendite:
biglietteria.palladium@uniroma3.it – tel. 327 2463456 (orario 10:00-13:00 / 15:00 – 20:00)
http://www.liveticket.it/TeatroPalladium