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Quando:
10 aprile 2018@21:00
2018-04-10T21:00:00+02:00
2018-04-10T21:30:00+02:00
Dove:
Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano
8, 00154 Roma RM
Italia

Permàr Archivio Diaristico Nazionale dueL La Piccionaia

 

 

Milite Ignoto – quindicidiciotto

 

uno spettacolo di Mario Perrotta

FINALISTA AL PREMIO UBU 2015 COME MIGLIORE NOVITÀ ITALIANA O RICERCA DRAMMATURGICA SELEZIONATO DA EURODRAM – RETE EUROPEA DI TRADUZIONE TEATRALE

 

Foto di scena :

Luigi Burroni

tratto da

Avanti sempre

di Nicola Maranesi

e da

La Grande Guerra, i diari raccontano

un progetto a cura di Pier Vittorio Buffa e Nicola Maranesi

per Gruppo editoriale L’Espresso e

Archivio Diaristico Nazionale

 

 

 

 

 

 

 

Lo spettacolo

E chi scende da qui? Ci misi giorni di fatica e bestemmie a salire, tra cadaveri maleodoranti e rocce e grida di morte, ci misi l’orrore stampato negli occhi e il coraggio, tutto questo ci misi, tanto che adesso non scendo! Resto quassù. Che poi, se anche scendo, nessuno mi può riconoscere, che la faccia me la fece saltare un mortaio e la voce fu graffiata da schegge. E il mio nome sparì dalla testa quando fu il grande scoppio. Lo scoppio che tutti ammazzò qui all’intorno. Tranne me che, però, non so più chi sono. A volte mi paio uno, a volte un altro… Io sono uno, nessuno e tutti quelli saltati per aria, morti a fuoco, alla baionetta, asfissiati di gas e ghiacciati di freddo. Che tutti me li sento addosso e mi credo nei loro pensieri. Certo, delle volte penserò di sicuro coi miei veri sentimenti, ma non so quando. Perché io mi ignoro. Sono ignoto persino a me stesso, figurati al mondo! Ma io, il mondo, lo aspetto qui sopra, in trincea – tutto lo aspetto – che il mondo tutto è coinvolto. E questa è l’unica cosa che ricordo: che sono in guerra, una guerra enorme, mondiale addirittura e io – io che non so più chi sono, da dove vengo e chi mi ha messo al mondo; io sconosciuto anche alla sola madre che mi resta, la Madre Patria – io, per essa, la patria, giurai di morirmene, proprio come le altre 90.000 tonnellate di muscoli e ossa, morte prima di me. Io non scendo!

Appunti su Milite Ignoto “Milite Ignoto”

Milite Ignoto racconta il primo, vero momento di unità nazionale. È, infatti, nelle trincee di sangue e fango che gli “italiani” si sono conosciuti e ritrovati vicini per la prima volta: veneti e sardi, piemontesi e siciliani, pugliesi e lombardi accomunati dalla paura e dallo spaesamento per quell’evento più grande di loro. Spaesamento acuito dalla babele di dialetti che risuonavano in quelle trincee. Per questo ho immaginato tutti i dialetti italiani uniti e mescolati in una lingua d’invenzione, una lingua che si facesse carne viva. Ho provato a cucire insieme nella stessa frase quanti più dialetti potevo, cercando le parole che consentissero passaggi morbidi o fratture violente. Ne è venuta fuori una lingua nuova che ha regalato allo spettacolo un suono sconosciuto ma poggiato sulle viscere profonde del nostro paese. Ho scelto questo titolo, Milite Ignoto, perché la prima guerra mondiale fu l’ultimo evento bellico dove il milite ebbe ancora un qualche valore anche nel suo agire solitario, mentre da quel conflitto in poi – anzi, già negli ultimi sviluppi dello stesso – il milite divenne, appunto, ignoto. E per ignoto ho voluto intendere “dimenticato”: dimenticato in quanto essere umano che ha, appunto, un nome e un cognome. E una faccia, e una voce. Nella prima guerra mondiale, gradatamente, anche il nemico diventa ignoto, perché non ci sono più campi di battaglia per i “corpo a corpo”, dove guardare negli occhi chi sta per colpirti a morte, ma ci sono trincee dalle quali partono proiettili e bombe anonime, senza un volto da maledire prima dell’ultimo respiro. E nuvole di gas che coprono ettari di terreno e radono al suolo interi battaglioni senza un lamento. E aerei che scaricano tonnellate di esplosivo dal cielo e navi che sparano cannonate a centinaia di metri di distanza. Uno sparare nel mucchio insomma, un conflitto spersonalizzato in cui gli esseri umani coinvolti sono semplici ingranaggi della macchina della storia, del meccanismo che li ingoia e li trasforma in cose. E proprio per questo – come sempre accade nel mio lavoro – sono andato controcorrente e ho rivolto la mia attenzione verso le piccole storie, verso gli sguardi e le parole di singoli uomini che hanno vissuto e descritto quegli eventi dal loro particolarissimo punto d’osservazione, perché questo è il compito del teatro, o almeno del mio teatro: esaltare le piccole storie per gettare altra luce sulla grande storia.

 

Mario Perrotta

 

 

 

Organizzazione Permàr

Elisa Cuciniello

328.1532362

elisa@marioperrotta.it

 

 

Mario Perrotta la biografia

Autore, regista e interprete, con Italiani cìncali è finalista al Premio Ubu 2004 come migliore drammaturgia e riceve la targa della Camera dei Deputati “per l’alto valore civile e per la straordinaria interpretazione”. Nel 2006 dirige insieme a Rossella Battisti la collana Teatro In-civile pubblicata dal quotidiano l’Unità, offrendo una panoramica sui migliori esponenti del nuovo teatro italiano (Ascanio Celestini con Fabbrica, Mario Perrotta con Italiani cìncali, Emma Dante con ‘mPalermu, Davide Enia con Maggio ‘43, Giuliana Musso con Nati in casa e Armando Punzo con I Pescecani).

Sempre dal successo di Cìncali nel dicembre 2006 debutta su Rai Radio 2 con Emigranti Esprèss un programma in 15 puntate scritto e interpretato da Perrotta, in cui racconta 15 nuove storie di emigrazione. La trasmissione vince nell’ottobre 2007 il Jury Special Award alla TRT International Radio Competition di Istanbul (ex equo con la BBC).

Nel 2007 debutta con Odissea, affiancato dai musicisti Mario Arcari e Maurizio Pellizzari. Per questo spettacolo Perrotta è finalista come Miglior attore al Premio Ubu 2008 e riceve il Premio Hystrio alla drammaturgia 2009. Il 20 marzo 2008 pubblica il suo primo romanzo Emigranti Esprèss edito da Fandango Libri, mentre il 13 settembre 2008 riceve il Premio Città del Diario, assegnato nelle altre edizioni a Marco Paolini, Ascanio Celestini, Rita Borsellino, Francesco De Gregori e Nanni Moretti tra gli altri. Il premio ideato dall’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (AR) è assegnato a personalità della cultura che abbiano centrato il loro percorso sulla valorizzazione della memoria.

Ad ottobre 2009 pubblica il suo secondo romanzo Il Paese dei diari edito da Terre di mezzo Editore. Si tratta, appunto, del racconto di quel luogo straordinario che è l’Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano. Il libro diventa spettacolo il 24 marzo 2011, coprodotto dalla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale e dal Biografilm festival.

Nell’estate del 2009 avvia un nuovo progetto triennale – Trilogia sull’individuo sociale – incentrato sulla rilettura di tre classici: Il Misantropo di Molière che debutta al Festival delle Colline Torinesi il 24 giugno; I Cavalieri di Aristofane (debutto: 4 settembre 2010 Festival Castel dei Mondi di Andria) e Bouvard et Pécuchet di Flaubert (debutto: 3 settembre 2011 Festival Castel dei Mondi di Andria). Con questo progetto triennale Perrotta vince il Premio Speciale Ubu 2011 per aver “colto la disgregazione dell’uomo nel mondo contemporaneo”. Intanto i suoi spettacoli precedenti debuttano in lingua francese in Belgio e in Francia e 10 nuovi monologhi Tv scritti per Rai 3 vanno in onda durante l’anno 2012: si tratta della serie Paradossi Italiani, storie di ordinaria resistenza civile in un paese incivile. Nello stesso anno debutta con il suo primo progetto lirico Opera migrante al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto.

Nel 2013 avvia il suo progetto triennale: Progetto Ligabue – arte, marginalità e follia incentrato sulla figura del pittore Antonio Ligabue e concluso di recente con un evento che ha coinvolto sulle rive del Po oltre 200 persone tra artisti e tecnici. Con la prima parte della trilogia, Un bès – Antonio Ligabue, vince il “Premio Ubu” come Miglior attore nel 2013 e il “Premio Hystrio Twister 2014” come Miglior spettacolo dell’anno a giudizio del pubblico. Il Progetto Ligabue riceve inoltre il Premio della Critica 2015 dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro.

Il suo nuovo progetto è costituito da un dittico dedicato alla Grande Guerra, scelto da Radio3 per commemorare il centenario della Prima guerra mondiale. “Milite Ignoto – quindicidiciotto” ne è la prima parte ed stato inserito tra gli eventi ufficiali per il centenario della Prima guerra mondiale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

A settembre 2016 ha debuttato in Salento “Lireta – a chi viene dal mare”, la sua nuova produzione dedicata ai migranti, nell’ambito del più ampio progetto “Versoterra”

. Anche gli ultimi testi del Progetto Ligabue sono tradotti e messi in scena all’estero in diverse lingue e in contesti importanti tra i quali il Festival d’Avignone 2015.

 

 

 

 www.marioperrotta.it

www.progettoligabue.it

www.facebook.com/paginamarioperrotta

BIO PERROTTA

Prevendite:
biglietteria.palladium@uniroma3.it – tel. 327 2463456 (orario 10:00-13:00 / 15:00 – 20:00)
http://www.liveticket.it/TeatroPalladium