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Quando:
28 marzo 2017@20:00–30 marzo 2017@20:00
2017-03-28T20:00:00+02:00
2017-03-30T20:00:00+02:00
Dove:
Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano
8, 00154 Roma
Italia
Costo:
Gratuito
Contatto:
Biglietteria Teatro Palladium
327 2463456

Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere
Università degli Studi Roma Tre

 presenta

In altre parole 2016 – XI edizione

Festival Internazionale di Drammaturgia Contemporanea

a cura di Pino Tierno e Simone Trecca

responsabile artistico Ferdinando Ceriani

Roma, 28-31 marzo 2017
Teatro Palladium
Real Academia de España en Roma

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Dieci edizioni, finora: di quasi 100 testi presentati in prima nazionale, provenienti da ogni angolo del mondo, oltre 25 sono stati realmente prodotti e messi in scena, alcuni anche più volte. Nel panorama italiano delle rassegne dedicate alla nuova drammaturgia, In altre parole resta decisamente la manifestazione più curiosa, più proficua, più concreta.

Giunta al suo undicesimo anno di vita, In altre parole è ancora adesso un appuntamento imprescindibile per professionisti e semplici appassionati, in pratica per tutti coloro che desiderino conoscere le voci più rappresentative del panorama teatrale internazionale e che, attraverso gli spettacoli proposti, gli incontri con gli autori, le conferenze e i seminari, intendano riscoprire insieme a noi la forza, la bellezza, il senso della parola in scena.
Negli appuntamenti di marzo, prosegue l’approfondimento del teatro spagnolo (Tablas), ma faremo anche la conoscenza di nuove, vivaci drammaturgie, quali quella lituana, passando altresì per le pagine migliori del teatro di Israele.
Il teatro vive se rimane un incontro attivo e partecipe; vive se non perde mai di vista il sogno, la necessità, il compito di comunicare, di metterci in contatto con noi stessi e con gli altri.

Programma

IN SCENA


28 marzo, ore 20.30– Teatro Palladium

La puttana dell’Ohio

di Hanoch Levin (traduzione di Serena Scateni e Pino Tierno)
a cura di Stefano Genovese
con Antonio Salines, Alessandra Muccioli, Diego Savastano

Sinossi:
Un vecchio vagabondo sogna da sempre una notte con un’inarrivabile prostituta d’alto bordo, ma per il suo settantesimo compleanno decide di farsi un regalo più all’altezza delle proprie tasche. Il figlio, vagabondo anche lui, fantastica di un padre segretamente benestante e di una cospicua eredità, minacciata dalla tendenza allo sperpero del genitore sognato. La prostituta, più pragmatica, intasca i miseri risparmi dell’anziano in cambio dell’illusione di un incontro d’amore. In questa cruda opera di Hanoch Levin, la fantasia è l’unica forza che, a stento, riscatta le misere vite dei protagonisti.


Hanoch Levin

29 marzo, ore 20.30 – Teatro Palladium

Sognare forse

di Antonio Tabares (traduzione e adattamento di Simone Trecca)
a cura di Ferdinando Ceriani
con Luciano Virgilio, Laura Mazzi, Salvatore Palombi

Sinossi:
C’è davvero bisogno di morire per comprendere fino in fondo la vita, le relazioni umane, i sentimenti, le angosce? È davvero necessario guardare le cose umane dall’altra riva del fiume, per prenderle con il giusto distacco? Il percorso di Emma, la protagonista di questo nuovo testo di Antonio Tabares, ci invita, con amenità e senza drammatizzare troppo, a prendere in considerazione l’ipotesi che, forse, non è poi necessario arrivare a tali estremi. Forse è sufficiente quasi-morire, forse è sufficiente sognare, forse.


Antonio Tabares

30 marzo, ore 18.00 – Teatro Palladium

La città vicina (Artimasmiestas)

di Marius Ivaškevičius (traduzione di Alessandra Calì)
a cura di Stefano Moretti
immagini a cura di Luca Carboni
con Giulia Valenti, Stefano A. Moretti e 4 allievi diplomati dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma

Sinossi:
Anika Svantensson, casalinga e madre di una famiglia numerosa, si decide ad uscire da Malmö e a recarsi a Copenaghen, per distrarsi e vedere le luci della propria città dall’altra sponda. Sul treno, Anika conosce Birgit, che pure va a svagarsi a Copenaghen, e la sua iniziale diffidenza sfuma man mano che vede avvicinarsi le luci della città danese. Il contatto con la città vicina sembra segnare l’inizio di un’avventura inattesa lungo sentieri inesplorati, avendo come unica guida l’emergere di desideri fino ad allora sopiti.

 

Marius Ivaškevičius1

30 marzo, ore 21.00 – Teatro Palladium

La pietra oscura

di Alberto Conejero (traduzione di Simone Trecca)
a cura di Loredana Scaramella
con Luca Tanganelli e Mauro Santopietro
JunkoMashima – piano
Lorenzo Perracino– sax

Sinossi:
La stanza di un ospedale militare nei pressi di Santander e due uomini, costretti a condividere le terribili ore di un conto alla rovescia, che potrebbe concludersi con la morte di uno dei due all’alba. Un segreto avvolto da rimpianti e un nome che risuona tra le mura della stanza: Federico. Ispirata alla vita di Rafael Rodríguez Rapún – studente di Ingegneria, segretario della Barraca e compagno di Federico García Lorca nei suoi ultimi anni di vita ‒, La pietra oscura è una toccante pièce sulla memoria come spazio della giustizia e sul bisogno di redenzione.

Alberto Conejero Lopez

Locandina spettacolo

Locandina IAPXI