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Quando:
23 marzo 2018@21:00
2018-03-23T21:00:00+01:00
2018-03-23T21:30:00+01:00
Dove:
Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano
8, 00154 Roma RM
Italia
Costo:
intero € 15 / ridotto € 10 / studenti € 5

CALDO

(Varmt)

di JON FOSSE

 

Venerdì 23 Marzo ore 21,00

 

progetto e regia di Alessandro Machìa

con Alessandra Fallucchi

costumi Sara Bianchi

luci Giuseppe Filipponio

suono Umberto Fiore

organizzazione Rossella Compatangelo

Una produzione FATTORE K

 

TRAMA:

Un molo. Una casa. L’oceano aperto. Due uomini sulla riva del mare aspettano una donna di cui hanno appena un vago ricordo, ma che non possono dimenticare. Poi la donna arriva, facendo emergere a poco a poco nei due uomini ricordi dimenticati e desideri profondi. Il tempo lineare non esiste, i personaggi si muovono avanti e indietro nel tempo alla ricerca dei ricordi che diano senso al presente, un presente che come sempre in Fosse, muore ininterrottamente tra un prima e un dopo.

“Caldo” del 2005, è una pièce inedita in Italia e appartiene ai testi più metafisici e poetici del grande drammaturgo norvegese (Premio Ibsen 2010, Cavaliere dell’Ordre National du Mérite 2007) in cui la drammaturgia dell’attesa e della ripetizione raggiunge le sue più alte vette e il visibile e l’invisibile arrivano quasi a toccarsi. Qui più che altrove tempo e spazio sono dissolti, la parola frugale e laconica è la traccia di un’apertura a una ulteriorità che da sempre abita l’universo fossiano e che qui raggiunge il suo vertice, quell’indicibile che più volte Fosse ha dichiarato di voler esprimere col suo teatro.

 

 

Jon Fosse è considerato il più grande drammaturgo vivente e l’autore norvegese più rappresentato dopo Ibsen. Vincitore del Premio Ibsen nel 2010, e dell’Europäischer Preis für Literatur nel 2014, è stato messo in scena dai più grandi registi contemporanei come Thomas Ostermaier, Claude Régy, Luk Perceval, Patrice Chereau e tradotto in più di 40 paesi.

La sua drammaturgia è caratterizzata da una lingua di straordinario nitore e dal un lessico scarno e minimale; una scrittura ritmica basata su ripetizioni e variazioni di estrema precisione, in cui la trama è spesso quasi assente. Una “drammaturgia immateriale” come l’ha definita Franco Perrelli, che ha al centro la relazione tra i personaggi, le tensioni emotive e di un linguaggio sempre teso a “dire l’indicibile”, a cercare quella ulteriorità rispetto alla parola classicamente intesa, che si trova nelle pause e nei silenzi che popolano i suoi testi.

 

ALESSANDRO MACHÌA (regista)

Alessandro Machìa si laurea in Filosofia all’Università La Sapienza di Roma. E’ stato assistente alla regia di molti importanti registi della scena contemporanea tra cui Mario Missiroli, Marco Mattolini, Daniele Salvo, Marco Tullio Giordana (nel colossal The coast of Utopia) e il Premio Oscar Gianni Quaranta. Ha collaborato con attori come Giorgio Albertazzi, Paolo Graziosi, Elisabetta Pozzi, Luca Lazzareschi, Graziano Piazza, Alessandro Preziosi, Enrico Lo Verso e Alessandro Averone. Debutta alla regia nel 2009 con il Trio in mi bemolle, spettacolo multimediale su testo di uno degli autori più rappresentativi della Nouvelle Vague, Eric Rohmer. Nello stesso anno fonda la compagnia ZERKALO, che si occupa prevalentemente di drammaturgia contemporanea, con un’attenzione alla parola come luogo del senso, ai meccanismi del linguaggio e ai temi universali che riguardano l’uomo e la sua conoscenza del Reale attraverso il teatro. Nel 2011 debutta al Teatro Vascello di Roma con lo spettacolo Sogno d’autunno con protagonisti Sergio Romano, Viola Graziosi e Daniela Piperno. Lo spettacolo viene invitato al 25° Intercity Festival di Sesto Fiorentino ed è tuttora considerato uno dei migliori allestimenti italiani dell’autore norvegese. Il suo lavoro sulla drammaturgia metafisica di Jon Fosse continua, e recentemente è apparso sulla prestigiosa rivista Il Castello di Elsinore diretta da Roberto Alonge e Franco Perrelli, un suo saggio filosofico sul rapporto tra la parola e il silenzio nel teatro fossiano. Tra le sue regie più significative si segnalano: A Steady rain, del pluripremiato autore americano Keith Huff (tra gli autori delle serie americane House of Cards e True Detective) presentato in prima nazionale al Todi Festival 2014, nella quale il modello dello storytelling americano diventa una riflessione sull’ambiguità del linguaggio e sullo statuto della verità del racconto; lo spettacolo CALL ME GOD, drammaturgia polivocale di Gian Maria Cervo, Albert Ostermaier, Marius von Mayenburg e Rafael Spregelburg, prodotto dal Festival Internazionale Quartieri dell’Arte di Viterbo. Nel 2015 ha collaborato alla direzione artistica del Festival La Versiliana diretto da Luca Lazzareschi. Nella stagione 2015/2016 ha curato la regia dell’ultimo testo di Alberto Bassetti, “Sorella con fratello”, con protagonisti Alessandro Averone e Alessandra Fallucchi. Nel 2013 l’incontro con il giovane drammaturgo Fabrizio Sinisi che ha dato vita a due importanti allestimenti: Natura morta con attori, prodotto dalla Compagnia Lombardi-Tiezzi e presentato in prima assoluta al Piccolo Teatro di Milano per il Festival Tramedautore 2016; e Agamennone, con Paolo Graziosi ed Elena Ghiaurov, una riscrittura poetica della tragedia eschilea che ha debuttato alla rassegna TAU 2016 di Amat Marche e al Plautus Festival, e che nella stagione 2017/2018 sarà al Teatro Gobetti di Torino. Dal settembre 2015 co-dirige insieme a Luca Lazzareschi il Centro Teatrale “La Brilla”. Dal 2004 al 2012 svolge attività di docenza presso l’Accademia Italiana, l’Università di Costume, moda e Scenografia diretta da Gianni Quaranta, accreditata presso il MIUR e gemellata con la Pifysgol Cymru Univeristy of Wales. Per otto anni è titolare dei corsi di Estetica, Storia del teatro e del cinema.

 

CV Machìa_BIO – breve

 

Prevendite:
biglietteria.palladium@uniroma3.it – tel. 327 2463456 (orario 10:00-13:00 / 15:00 – 20:00)
http://www.liveticket.it/TeatroPalladium